Come buona parte dei miei compagni di avventura, la mia famiglia ospitante vive a Bangkok, nella caotica e sempre viva capitale.
Essendo la città grande all'incirca come la Val D'Aosta, di scuole ce ne sono parecchie, di tutti i generi e indirizzi.
La mia, la Sri Ayudhya School, è nel centro della capitale Thailandese e conta all'incirca 3000 studenti. Niente a che vedere con la mia scuola italiana da 800 studenti!
Ci sono la bellezza di 7 edifici, più una palestra all'aperto con degli spalti enormi, ovviamente utilizzati poco e nulla, perché ogni volta che c'è una qualsiasi cerimonia (un giorno sì e uno anche) ci si siede per terra, bagnato o sporco che sia.
La giornata scolastica, qui, non inizia con la sveglia alle 6.30 (se ti svegli presto) e un caffé fumante che ti aspetta sulla tavola, mentre sei ancora addormentata. No. Qua la sveglia è puntata alle 5.00, perché non c'è un minuto da perdere. Ti catapulti in doccia, visti i 30 gradi che ti perseguitano dal tuo arrivo, cerchi di darti un aspetto presentabile e cominci con la lista di cose da mettere per la divisa, ma è ovvio che ti dimenticherai qualcosa, se no che bello c'è?
Parti con fiocco, canottiera, camicetta, spilla della scuola, gonnellona plissettata, cintura di pelle, calzettoni arrotolati tre volte alla caviglia, le scarpe brutte di tua nonna (ma quelle più brutte che ha, davvero) e lo zaino nero con il nome della scuola ricamato in oro. Dopo esserti resa ridicola davanti a tutta la tua host family che insiste per farti una foto, ti accingi a mangiare la tua sostanziosa colazione, ma la prima domanda che ti sorge in mente è "perché maiale e riso a colazione?!" e l'unica risposta sensata è "perché sì."
Loro mangiano salato a tutte le ore, tutti i giorni, sempre e comunque (anche se i dolci thailandesi sono una delle cose più buone e caloriche che un essere umano possa ingerire in vita sua).
Dopo il primo approccio con le abitudini thai ti avvii verso la scuola con il resto della famiglia in macchina o in autobus, dipende dalle giornate.
Arrivata a scuola cerchi di fare mente locale e ti chiedi una buona volta "ma che ore sono??" e la risposta ti manderà in tilt "le 6.40"
E TU ALLE 6.40 SEI GIA' A SCUOLA?! In Italia è già tanto se arrivi alle 8.
Comunque, dopo un'ora passata con la h-sister a copiare i compiti di matematica (<3) ci avviamo verso l'auditorium, dove l'advisor con tono spensierato dice "oggi ti presenti in thai davanti ai tuoi nuovi amici!" e lì, in quel momento in cui non puoi scappare e nemmeno nasconderti, capisci che sei finita. hai finito di vivere la tua esistenza da sconosciuta e hai fatto level-up: ora sei la farang.
Essendo tu quella figura mitologica chiamata scherzosamente da TUTTI "farang" (straniera), sei al centro dell'attenzione 10 ore di scuola su 10. Perché sì, le ore di scuola sono 10.
I professori più cattivi e severi ti guardano con occhi di ammirazione e ti salutano con sorrisoni a 32 denti e tutti ti offrono cibo, poco importa che tu stia già mangiando, devi mangiare ancora, perché non sarai mai abbastanza sazia secondo loro. Mai.
Le classi sono composte da minimo 40/50 studenti, stipati in aule che in Italia non sarebbero a norma nemmeno per 20 studenti, ma qui, vige la regola del "mai pen rai" (non importa), quindi a tutti va bene così. Tra studente e professore c'è un rapporto di rispetto reciproco e nessuno si sognerebbe mai di non chinare il capo in presenza di un prof. Ma appena la lezione comincia davvero, la tipica classe thailandese si trasforma nella tipica classe italiana durante le assemblee: gente che gioca, disegna, colora, pittura, parla, messaggia, naviga su internet, mangia, beve, esce dalla classe anche per mezz'ora, urla, parla, balla, suona e dorme. L'unica differenza è che il prof in questione non sta a prendersela e spiega comunque, essendo munito di microfono, e se ne sbatte allegramente di chi non segue: tanto sono loro che ne pagheranno le conseguenze!
L'unico momento in cui stanno davvero in silenzio è durante le verifiche, che fanno per due settimane di fila ('sti pazzi.) e se prendi due nel compito di matematica beh, mai pen rai, lo recupererai, non c'è problema.
I ragazzi thai studiano e basta fuori dalla scuola, perché la loro vita sociale esiste solo in quelle 10 ore di contatto umano e nelle vacanze (che ci sono spesso devo dire).
Che poi, a parte il costante mal di testa dovuto al casino che fanno, adoro i miei amici thai. A questi ragazzi non importa che tu sia bianca, gialla, nera o fucsia, tu per loro sei un essere umano, e dato che sai parlare inglese, sei anche un buon mezzo di allenamento per la lingua più conosciuta al mondo!
;)
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